I cereali senza glutine

I cereali senza glutine

Da secoli i cereali sono alla base della tradizione culinaria di moltissimi paesi al mondo, anche se in forme diverse.

I cereali sono alla base di qualsiasi cultura alimentare e si differenziano tra di loro non solo per la singola specie, ma anche per le diverse tipologie presenti in ognuna di esse, per la presenza o meno di glutine, per la fascia storica in cui si è iniziato a coltivarli e infine anche il terreno, perché proprio quest’ultimo influisce più che mai sul tipo di prodotto che se ne ricava.

Quali sono i cereali senza glutine

I cereali che naturalmente sono privi di glutine, per cui ideali per chi soffre di celiachia o gluten sensitivity, sono il riso, il mais, il grano saraceno, il miglio, l’amaranto e la quinoa (due pseudocereali), il teff e il sorgo.
Il riso è sicuramente l’alimento senza glutine più consumato e coltivato al mondo, soprattutto in oriente, insieme al mais, il più coltivato nelle Americhe. Due cereali poco conosciuti, ma molto importanti per l’alimentazione quotidiana di chi pratica sport e si vuole mantenere in forma, sono il sorgo e il miglio. Il primo è un’ottima fonte di fibra e vitamina B3, che interviene in tutti i processi energetici cellulari e come detossificante del fegato, mentre il secondo è una validissima fonte di calcio, sale minerale essenziale per l’accrescimento e il mantenimento delle ossa, la contrazione muscolare e il buon funzionamento delle sinapsi cerebrali.
Tra i meno noti ci sono l’americano amaranto, un pseudecereale che non ha “carenze alimentari”, per cui non richiede l’abbinamento con legumi per completare lo scarso apporto proteico tipico dei cereali classici, e l’africano teff, considerato il più piccolo chicco al mondo. Il teff si caratterizza tra i cereali per il basso indice glicemico e per l’importante apporto di manganese, un sale minerale che interviene nell’attivazione dei processi antiossidanti.
Infine abbiamo la quinoa, della famiglia degli spinaci e della barbabietola e il grano saraceno, che, nonostante il nome, non ha nulla a che vedere con il grano inteso come frumento. Questo “grano” è un’ottima fonte di rutina, fitonutriente della famiglia della quercetina, che interviene nel mantenere l’elasticità dei tessuti e dei vasi sanguigni, oltre essersi dimostrato un valido antiossidante.

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